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Pagina LinkedIn aziendale: comunica davvero il tuo valore?

Immagine del redattore: Manuela Addeo
Manuela Addeo
1 giorno fa
Tempo di lettura: 7 min

Se gestisci o coordini la comunicazione di un’azienda, potresti conoscere bene questa sensazione: i contenuti escono, la pagina è attiva, magari arrivano anche interazioni, ma non è sempre chiaro cosa stia diventando davvero riconoscibile del brand.

Può capitare di pensare:Siamo molto più strutturati di come sembriamo online.”

Oppure: “Chi ci conosce sa come lavoriamo, ma da ciò che pubblichiamo non si capisce davvero.”


In entrambi i casi il problema è lo stesso: l’azienda comunica, ma non riesce ancora a rendere riconoscibile il proprio valore.

Quando preparo un primo incontro con un’azienda che mi chiede supporto per la propria pagina LinkedIn, parto proprio da qui: provo a guardarla come farebbe qualcuno che ancora non la conosce.

Osservo il sito, gli altri canali social, le recensioni, i risultati restituiti dall’AI e poi torno su LinkedIn.

Mi chiedo:

  • cosa capisco davvero di questa azienda?

  • è chiaro cosa fa?

  • si capisce come lavora?

  • cosa la distingue?

Da questa distanza tra ciò che l’azienda è e ciò che riesce a far percepire comincia, per me, il lavoro strategico.


Essere presenti non significa essere riconoscibili

Se la comunicazione non sta producendo ciò che ti aspettavi, una delle prime soluzioni che possono venire in mente è: “Dobbiamo pubblicare di più.”


Aumentare la frequenza può servire, ma non risolve automaticamente il problema.

Se non hai ancora chiarito cosa vuoi rendere riconoscibile dell’azienda, pubblicare di più rischia soltanto di aumentare il numero dei contenuti senza rendere più nitida la percezione del brand.

È un tema che si collega direttamente a quello della reputazione aziendale su LinkedIn: la costanza conta, ma da sola non basta. Prima della frequenza viene un’altra domanda:

Che cosa dovrebbe capire dell’azienda una persona che arriva per la prima volta sulla sua pagina LinkedIn?

Tre post alla settimana possono rafforzare un posizionamento, rendere più riconoscibile un metodo o associare progressivamente il nome dell’azienda a determinati temi.

Oppure possono semplicemente aggiungere altri contenuti a una comunicazione che non ha ancora scelto una direzione precisa.

Per questo non guarderei soltanto a quanto pubblichi.

Guarderei soprattutto a questo:

Cosa diventa più chiaro dell’azienda ogni volta che pubblichi?

Dopo dieci, venti o cinquanta contenuti, un potenziale cliente capisce meglio chi siete, come lavorate e cosa vi distingue?

Vi associa a competenze precise?

Capisce perché dovrebbe approfondire proprio voi?

Se la risposta resta incerta, probabilmente il problema non riguarda la quantità.

Riguarda la direzione.


Il rischio di avere valore senza riuscire a renderlo riconoscibile

Molte aziende hanno competenze solide, esperienza, persone preparate e processi maturi.

Online, però, tutto questo può appiattirsi.

Succede quando la comunicazione usa parole che potrebbero appartenere a chiunque:

qualità · innovazione · professionalità · attenzione al cliente

Sono concetti legittimi, ma da soli dicono poco: occorrono esempi, scelte, metodo, linguaggio e punto di vista per trasformarli in elementi riconoscibili.


Se sei alla guida di un’azienda, potresti vivere questo problema come la sensazione di vedere competitor più visibili occupare uno spazio che senti di meritare.

Se invece coordini marketing o comunicazione, potresti percepirlo in un altro modo: produci molti contenuti, ma fai fatica a capire se stanno davvero rendendo più chiaro il valore del brand.

La questione, in fondo, è la stessa:

avere più valore di quanto riesci a far percepire.

L’obiettivo non consiste nel sembrare più interessanti di ciò che si è.

Consiste nel fare in modo che la reputazione online sia all’altezza del valore che l’azienda ha già costruito offline.


Cosa dovrebbe comunicare un’azienda attraverso la propria pagina LinkedIn

Immagina una persona che arriva per la prima volta sulla pagina LinkedIn della tua azienda.

Non conosce la storia del brand.

Non ha partecipato alle riunioni interne.

Non sa quanto lavoro c’è dietro un servizio, una scelta o un processo.

Può basarsi soltanto su ciò che vede.

Da quei segnali inizia a farsi un’idea dell’azienda.

Per questo, attraverso LinkedIn, dovresti riuscire a rendere chiari almeno quattro elementi.

  • Cosa fate

Tra eventi, fiere, partnership, ricorrenze e aggiornamenti, il core business può facilmente finire in secondo piano. Chi arriva sulla pagina dovrebbe capire con chiarezza di cosa vi occupate e quali problemi sapete affrontare.

  • Come lavorate

Due aziende possono offrire servizi simili e lavorare in modi completamente diversi.

Metodo, processi, organizzazione, rapporto con il cliente, capacità di personalizzazione e approccio consulenziale possono raccontare molto più di un semplice elenco di servizi.

Spesso pensiamo di distinguerci per ciò che offriamo.

La differenza vera, invece, può stare nel modo in cui lo offriamo.

  • Cosa vi distingue

Essere diversi non significa essere più rumorosi o più creativi.

Significa rendere leggibili elementi che esistono già:

  1. un metodo

  2. una specializzazione

  3. una cultura organizzativa

  4. un approccio

  5. una scelta precisa sul servizio

  6. un punto di vista

Quando questi elementi tornano con coerenza nei contenuti e nelle persone che rappresentano l’azienda, iniziano a creare riconoscibilità.

  • Quale reputazione state costruendo

La reputazione non nasce da un singolo post. Si forma nel tempo.

Un contenuto aggiunge un elemento. Quello successivo ne aggiunge un altro.

Per questo trovo utile una domanda:

Dopo dieci contenuti, cosa resta?

Quando la pagina LinkedIn aziendale diventa un archivio


Se lavori nella comunicazione aziendale, probabilmente sai quanto sia facile riempire un piano editoriale.

  • Un nuovo progetto

  • una fiera

  • una partnership

  • una nuova assunzione

  • un risultato

  • un evento.

Sono tutti contenuti che possono avere senso. Il problema comincia quando LinkedIn diventa semplicemente il posto in cui far confluire tutto ciò che “va comunicato”.


Ogni funzione porta una richiesta, ogni iniziativa cerca spazio.

Il calendario si riempie. Il rischio non sta nel pubblicare contenuti sbagliati.

Sta nel pubblicare tanti contenuti corretti che, messi insieme, non restituiscono una percezione precisa dell’azienda.

Per questo, davanti a ogni contenuto, trovo utile chiedermi:

“Cosa aggiunge questo post alla percezione che vogliamo creare?”

Ogni contenuto non deve fare qualcosa di straordinario, ma dovrebbe avere un motivo per esserci.


Chi decide quale idea dell’azienda deve emergere?

Se coordini la comunicazione di un’azienda, questo è probabilmente uno dei nodi più complessi:

  • il marketing guarda al piano editoriale

  • l’HR alle persone e alla cultura aziendale

  • il commerciale vuole dare spazio a prodotti e servizi

  • la direzione porta altre priorità

  • l’agenzia esterna lavora sui brief che riceve


Tutte esigenze legittime, ma senza un criterio comune, chi guarda l’azienda dall’esterno farà più fatica a capire cosa conta davvero, cosa la distingue e per cosa dovrebbe ricordarla.

Alcuni segnali tornano spesso:

  • il piano editoriale cambia continuamente;

  • marketing e commerciale seguono priorità diverse;

  • HR e comunicazione lavorano su filoni scollegati;

  • la leadership vorrebbe più visibilità ma non trova tempo o modalità;

  • l’agenzia aspetta materiali e decisioni.

Se ti occupi di coordinare tutto questo, il rischio è diventare semplicemente la persona che deve “far uscire i post”.La vera aspirazione è un’altra:

“So perché stiamo pubblicando questo contenuto e quale ruolo ha nella strategia.”

Una strategia LinkedIn aziendale dovrebbe quindi chiarire prima di tutto:

  • quale percezione vuoi rendere riconoscibile;

  • quali messaggi devono restare costanti;

  • quali temi vuoi presidiare;

  • che ruolo hanno la pagina aziendale e i profili personali;

  • quali criteri userai per decidere cosa entra nel piano editoriale.

Il piano editoriale viene dopo.


Pagina LinkedIn e profili personali: un unico sistema reputazionale

Su LinkedIn la percezione dell’azienda non dipende soltanto da ciò che pubblichi sulla pagina aziendale. In un sondaggio che ho pubblicato sul mio profilo LinkedIn ho chiesto:

“Quando valutate un’azienda su LinkedIn, cosa vi fa pensare: vale la pena approfondire?”
Risultati finali del sondaggio pubblicato sul mio profilo LinkedIn
Risultati finali del sondaggio pubblicato sul mio profilo LinkedIn

A sondaggio concluso:

  • 40% → chi rappresenta l’azienda;

  • 40% → i contenuti pubblicati;

  • 20% → una comunicazione costante.


La frequenza da sola non determina la percezione di un’azienda.

Contano ciò che l’azienda racconta e le persone attraverso cui prende voce. Per questo pagina aziendale e profili personali non vivono in due mondi separati.

Founder, manager, commerciali, dipendenti e consulenti possono contribuire, con voci diverse, a rendere più coerente e riconoscibile l’identità dell’organizzazione.

Non serve che parlino tutti nello stesso modo, ma che le diverse voci non raccontino aziende diverse.


Come analizzare la pagina LinkedIn della tua azienda

Prima di pensare al prossimo piano editoriale, prova a fare un esercizio.

Apri la pagina LinkedIn della tua azienda e guarda gli ultimi dieci contenuti.

Non fermarti sul singolo post. Guardali insieme.

Poi chiediti:

  1. Capisco con chiarezza di cosa si occupa l’azienda?

  2. Riesco a intuire qualcosa del suo modo di lavorare?

  3. Quali concetti tornano più spesso?

  4. Quali competenze associo al brand?

  5. C’è qualcosa che mi permette di distinguerlo da realtà simili?

  6. I contenuti restituiscono una direzione coerente?

  7. Ciò che l’azienda pubblica è coerente con ciò che raccontano le persone che la rappresentano?

  8. Se domani avessi bisogno di ciò che offre questa azienda, il suo nome mi tornerebbe in mente?

Non è un test da superare.

Serve a guardare la presenza dell’azienda su LinkedIn con gli occhi di chi ancora non la conosce.

Se molte risposte non arrivano facilmente, probabilmente non servono altri contenuti.

Serve chiarire cosa vuoi rendere riconoscibile attraverso quei contenuti.

Da una pagina che pubblica a una presenza che rende riconoscibile il valore

Puoi pubblicare con costanza su LinkedIn e raccontare comunque poco del valore reale dell’azienda.

Puoi mostrare tutto ciò che succede e lasciare ancora poco chiaro perché siete diversi, come lavorate e per cosa vale la pena ricordarvi.

L’obiettivo non consiste nel riempire meglio il calendario.

Consiste nel passare:

da una presenza che produce contenutia una presenza che rende riconoscibile il valore dell’azienda.

Prima serve capire quale percezione emerge oggi.

Poi occorre confrontarla con ciò che vuoi rendere riconoscibile.

Solo dopo arriva il piano editoriale.

Domande frequenti sulla pagina LinkedIn aziendale

Quanto spesso dovrebbe pubblicare un’azienda su LinkedIn?

Non esiste una frequenza valida per tutte le aziende.

Dipende da obiettivi, risorse, pubblico e strategia.

Prima di decidere quante volte pubblicare, chiediti che funzione devono avere quei contenuti.

Chi dovrebbe gestire la pagina LinkedIn aziendale?

Può occuparsene il marketing interno, una figura esterna oppure un team.

La domanda più importante, però, non riguarda solo chi pubblica.

Riguarda chi governa la direzione della comunicazione e tiene insieme gli input delle diverse funzioni.

Come capire se la presenza dell’azienda su LinkedIn sta funzionando?

Follower, visualizzazioni e interazioni danno informazioni utili.

Ma prova a osservare anche se, nel tempo, chi incontra l’azienda su LinkedIn riesce a capire meglio posizionamento, competenze, metodo ed elementi distintivi.

Se la tua azienda comunica, ma il suo valore non emerge ancora abbastanza

Se pubblichi con continuità, hai già un piano editoriale e magari lavori con un’agenzia o un team interno, ma continui ad avere la sensazione che l’azienda reale sia più ricca, più strutturata o più interessante di quella che si percepisce online, probabilmente non serve un altro calendario editoriale.

Serve capire dove nasce quella distanza.

Cosa emerge con chiarezza?

Cosa resta nascosto?

Cosa state comunicando molto ma non vi distingue davvero?

Cosa appartiene profondamente al vostro modo di lavorare e quasi non compare?


È su queste domande che lavoro quando affianco un’azienda su LinkedIn.

Non per inventare un’identità nuova.

Ma per rendere più leggibile quella che esiste già.

Se guardi oggi la presenza LinkedIn della tua azienda e senti che ciò che siete non emerge ancora con sufficiente chiarezza, possiamo partire proprio da qui:

da ciò che oggi le persone percepiscono e da ciò che invece vuoi rendere riconoscibile.

Perché il valore può esserci già.

Il lavoro consiste nel fare in modo che chi ti incontra online riesca a riconoscerlo. Se la tua azienda comunica già, ma il suo valore non emerge con sufficiente chiarezza, possiamo partire da questa distanza.

Analizziamo insieme cosa si percepisce oggi e cosa invece vuoi rendere riconoscibile.

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